Marco Morelli - Master biorisonanza metodologie applicative

Marco Morelli

Interventi del docente:

Mod. 6: Teoria dell’effetto interattivo dei campi biologici e cosmici

Medico chirurgo, laureato alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Ferrara,
Master in Ottimizzazione Neuro Psico Respiratoria, Neuro Psico Chinesi Terapia, Facoltà di Medina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze. Specialista in Riequilibrio Neuro Motorio, Terapia EBS a campi pulsati.

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979, nella mia carriera professionale ho avuto esperienze nel campo della medicina generale, ortopedia, reumatologia ed odontoiatria.

Sono sempre stato affascinato dalle capacità del nostro organismo di gestire il proprio equilibrio dinamico e ho maturato la convinzione che ogni malattia, sia, in prima istanza, il venir meno della capacità di gestire tale equilibrio energetico.

La vera terapia consiste nel dare l’informazione per ritrovare l’equilibrio biofisico perduto.

Dal 2003 mi sono avvicinato agli studi biofisici presso l’Università di Firenze, trovando subito riscontri clinici a questa mia idea.

A dir la verità questa idea è vecchissima, già Marconi aveva intuito che un tessuto malato emetteva un campo elettromagnetico diverso da un tessuto sano.

F. Popp alla fine degli anni ‘80 è andato oltre, dimostrando come il nostro DNA sia in correlazione continua con l’ambiente e l’informazione avviene attraverso emissione di biofotoni, cioè energia.

Le varie patologie si esprimono con sintomi diversi, ma sono ad una unica eziologica: l’alterazione energetica dell’organismo. L’energia elettromagnetica è l’energia da cui dipende la vita dell’ organismo ” (W Heisemberg).

“….se si vuole realmente aiutare una persona che ha uno squilibrio posturale dovuto ad un trauma, è necessario lavorare sui suoi stati fisiologici profondi e allora la mente inizierà a cambiare.” (Bessel Van der Kolk)

Lo sviluppo storico della ricerca nei bio‐fotoni energetici, trova diversi riscontri negli scienziati che né hanno approfondito e perfezionato la ricerca:

Georges Lakhovsky, negli anni ’30 con il suo risuonatore ad energia orgonica produceva un campo elettromagnetico, pubblicando diversi studi dove si dimostrava l’effetto terapeutico dei CEMP, nelle patologie delle piante, degli animali e dell’uomo.

Adey, negli anni ’70 introduce il concetto di finestra biologica, cioè esistono frequenze ed intensità specifiche perché un campo elettromagnetico possa interagire a livello cellulare e correggere disfunzioni.

Bretz Károly nel 2014 ha dimostrato misurando i potenziati evocati visivi e motori che i riflessi in un individuo migliorano del 40% dopo applicazione di CEMP.

La continua evoluzione e la sempre maggiore efficacia dei CEMP ha permesso alla FDA di approvarne l’utilizzo in ortopedia nel 1979 ed in neurologia ed oncologia nel
2011.

Studiati in molte Università Europee e non solo, i CEMP sono ormai di utilizzo comune, anche secondo la metodica da me messa a punto e presentata a Piding.

Centri d’eccellenza della CE delle neuro‐degenerazioni e sono centinaia le pubblicazioni di queste università gli effetti dei CEMP.

Gli studi

Considerazioni sulla regolazione posturale statica e dinamica

La postura è la posizione che assume il corpo e il suo orientamento nello spazio.

Tale regolazione è in continuo mutamento in quanto si adatta all’ambiente esterno.

La postura comporta un’attivazione continua di diversi gruppi muscolari che sono attivati da aree specifiche del sistema nervoso centrale, sia corticale che sotto corticale.

Le aree motorie che gestiscono i continui aggiustamenti della postura ricevono afferenze sensoriali quali: stimoli sensoriali visivi, vestibolari, somatosensoriali, trigeminali.

La postura, quindi, è la risultante dinamica espressa dal sistema propriocettivo nella sua globalità che controlla la risposta efferente.

Gli adattamenti posturali sono quindi gestiti da esterocettori (cutanei), propriocettori (fusi neuromuscolari articolazioni) vestibolari, visivi, viscerali.

Il sistema stomatognatico svolge un ruolo funzionale di regolazione attraverso lingua, denti, mucosa orale, labbra, articolazione temporo‐mandibolare (ATM) e i fusi neuromuscolari dei muscoli masticatori.

Attraverso questi organi si attiva la via sensoriale e propriocettiva che arriva ai nuclei trigeminale, da qui si irradia verso la sostanza reticolare: talamo cervelletto e corteccia.

E’ importante sottolineare che gran parte dell’informazioni sensoriali e propriocettive che arrivano all’encefalo si riferiscono a terminazioni che provengono dai fusi neuro muscolari e dai tessuti cutanei (circa il 70%) non dalle articolazioni e dai denti. Tali fibre hanno una velocità di conduzione di 130 m/s.

Rimando alle aree somatotopiche della area sensoriale principale (s1 da neuroscienze di Eric Kandel) dove risulta che l’area dell’ATM dei denti è circa 4 volte meno rappresentata dell’area sensoriale delle labbra, della lingua e dei muscoli mandibolari Masticatori.

L’arco brachiale da cui si forma la lingua è lo stesso da cui si formano i muscoli paravertebrali dei primi 3 segmenti cervicali e dei trapezi.

Il legame propriocettivo è molto stretto proprio partendo da questa base neuroanatomica, si parla quindi di sistema “cranio‐ cervico‐mandibolare”, termine per me inesatto e vetusto ma che viene accettato dai più.

Chiarisco meglio la mia idea: Disturbi dell’AMT e la malocclusione sono considerati i responsabili degli squilibri posturali e delle sintomatologie dolorose, ma è il muscolo ed i tessuti paradontali e cutanei che con le loro terminazioni sensoriali e propriocettive modificano la postura.

E’ il conflitto neuro muscolare che dà lo squilibrio posturale quindi osteo‐articolare.

Il muscolo modifica l’osso (la funzione modifica la morfologia), lo stimolo neuromotorio comanda il muscolo, l’informazione sensoriale propriocettiva condiziona la risposta motoria, il muscolo se attivato in modo corretto da terapie adeguate che ne inducano un riequilibrio con il suo omologo controlaterale migliora l’occlusione, la deglutizione ed i riflessi ortottici.

L’evidenza clinica ottenuta conferma che con il riequilibrio muscolare si ottiene un miglioramento posturale e il miglioramento del sintomo, tanto da pensare che le
sole strutture interessate da tale miglioramento siano i recettori muscolari, cutanei e mucosi tanto è rapido il riequilibrio.

Abbiamo sottoposto a RMN funzionale in finger taping un paziente: dopo pochi minuti dalla somministrazione della nostra terapia le aree attivate per svolgere lo
stesso movimento sono diminuite ed il consumo di ossigeno in tali aree è diminuito.

Da più parti si hanno conferme come il sistema trigeminale sia un importante regolatore del sistema posturale, quindi responsabile, in caso di alterazioni di questo sistema, di disturbi posturali e di svariate sindromi dolorose.

Ho maturato la certezza che il sistema trigeminale non possa essere considerato come entità di regolazione allostatica a sè, ma correlato ad altri sistemi di regolazione in continuo adattamento funzionale con l’ambiente.

Ho valutato che come con l’uso di bite ortottico si modifica la postura nella sua globalità, con il riequilibrio indotto dai CEMP si ottiene una correlazione diretta tra ottimizzazione della risposta motoria dei mm stomatognatici e un riequilibrio posturale globale dimostrato con EM di superficie dei masseteri, dei temporali e una normalizzazione posturale globale.

Dalla scoliosi all’ernia del disco passando, per le sindrome nevralgiche, le cefalee e le emicranie dobbiamo rivalutare il ruolo del sistema sensoriale‐propriocettivo come input primario di regolazione.

Ovvio quindi, che in caso di alterazioni del sistema si manifestino eventi morbosi.

Ho valutato come riequilibrando (valutazione emg) i masseteri ed i temporali si modifichi e migliori l’esame stabilometrico plantare.

Viceversa, l’uso di ortesi incongrue quali plantari non adeguati, altera il quadro EMG dei muscoli masticatori e induce dismetrie del cranio.

L’uso di bite che inducono dismetria cranica altera la baro podometria del piede (sistema plastico neurofunzionale) devo segnalare che ho pure riscontrato che l’uso di psicofarmaci induce alterazioni EMG dei muscoli masticatori e baro podometrice plantari.

Collegamenti tra vari sistemi sensoriali ed il controllo allostatico della postura

Il nucleo mesencefalico del trigemino è un nucleo sensoriale con caratteristiche uniche, le sue cellule sono proto neuroni con caratteristiche di cellule gangliari (kandel). Questo nucleo ha quindi le caratteristiche di un ganglio sensoriale periferico.

Questi neuroni sono pseudo unipolari e inviano l’assone all’esterno del sistema nervoso centrale (via trigemino spinale e reticolo spinale), mentre le altre connessioni stabiliscono le vie associative ascendenti verso il talamo, cervelletto, nuclei vestibolari e corteccia (aree associative sensoriali e motorie).

Si capisce quindi come un’alterazione trigeminale induca sia ad alterazioni posturali che psico‐emozionali e turbe del carattere.

E’ risaputo che una stimolazione dolorosa del trigemino induce turbe uditive e dell’equilibrio, dimostrazione pratica di una diretta interconnessione tra sistema uditivo e vestibolare e trigeminale.

Buisseret nel 1990 iniettò perossidasi come marker in un muscolo oculomotore al fine di studiare la diffusione della sostanza e quindi di capire le interconnessioni delle vie sensoriali e motorie nel SNC (Sistema Nervoso Centrale).

Si trovarono tracce di perossidasi nel ganglio di gasser nel nucleo interorale, nella parte caudale del nucleo spinale del trigemino, nel nucleo paratrigeminale, nel corno dorsale del midollo spinale del tratto c1‐c2 e connessioni tra NMT (Trasmissione Neuro Muscolare) nucleo spinale, nucleo vestibolare e il nucleo preposto dell’ipoglosso (questo nucleo è interconnesso con i nuclei oculomotori, nuclei vestibolari e cervelletto).

Come vedremo in seguito è uno dei relais di gestione della postura intesa come sommatoria di informazioni e di risposte motorie d’adattamento.

Il NMT (trasmissione neuro muscolare) dopo terapia di riequilibrio con CEMP (Campi Eletro Magnetici Pulsati), ha ottenuto delle variazioni nelle prove di messa a fuoco.

Il NMT è connesso anche con il IX, X, XII, III, IV, VI nervo cranico. Si associano quindi stimoli visivi, somatosensoriali, viscerali, propriocettivi che controllano postura, il
movimento, lo sguardo ed i movimenti oculari.
Difetti di convergenza oculari sono spesso associati a disarmonia delle arcate dentarie.

Tale disarmonia accompagna anche difetti di visione binoculare.

Sono dimostrate, inoltre connessioni tra cervelletto, tronco nucleo del tratto solitario con il corno post del midollo da c1 a c5 e con neuroni primari afferenti del trigemino.

Risulta che il sistema trigeminale sensoriale e propriocettivo agisce in stretta correlazione dinamica e plastica col sistema vestibolare ed oculomotore agendo quindi come regolatore della postura e del movimento.

E’ stato dimostrato come persone con lesioni del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro abbiano una componente posturale del rachide cervicale in
maggior estensione rispetto alla media delle persone sane.

La contrazione dello sternocleidomastoideo induce una contrazione del massetere dallo stesso lato come da valutazioni EMG.

Abbiamo intuito che esiste una relazione diretta tra sistema somato‐sensoriale e postura quindi è indispensabile, per una diagnostica attuale e scientificamente corretta e un valido trattamento terapeutico, una collaborazione tra vari specialisti di diverse branche quali psicologi, optometristi, fisiatri, otorinolaringoiatri, logopedisti, odontoiatri e in fondo anch’io (anche se non so dove mettermi), podologi ed ergonomi posturali per il mantenimento dell’allostasi posturale, per arrivare ad una regolazione posturale globale.

Applicazioni pratiche

L’ernia del disco

L’ernia al disco è rappresentato da un cedimento del disco intervertebrale, il tessuto del disco che ha ceduto va a comprimere il midollo inducendo quindi una pressione
contro i nervi, con conseguente dolore ed anche eventuali danni motori che inibiscono il movimento fino alla paralisi.

Nella prima immagine si vede una ernia del disco lombare.

Nella seconda immagine si può notare che l’ernia e rientrata e rientra con Lernia anche le componenti di dolore.

Questo è avvenuto grazie al rilassamento e riequilibrio dei muscoli paravertebrali quindi invece di curare chirurgicamente un’ernia diamo un’informazione attraverso un segnale elettromagnetico per il riequilibrio e il rilassamento dei muscoli paravertebrali che noi non possiamo controllare con la volontà in quanto innervati dall’area motoria
secondaria automatica che non è soggetta al controllo della volontà che quindi non possiamo comandare.

Le alterazioni strutturali del rachide: diagnosi e trattamento con CEMP

Dalla nostra esperienze la vertebrometria o spinometria mediante esame formetric fornisce una valutazione molto precisa della postura del tronco e ricostruisce abbastanza esattamente la colonna vertebrale.

Tutti gli esami effettuati mostrano in realtà che il sistema SOTTOSTIMA le curve.

In pratica una scoliosi di 30° all’esame radiologico corrisponde a circa 25° all’esame formetric. Fatta questa considerazione iniziale possiamo quindi utilizzare il sistema
formetric per effettuare un follow up a tempi stretti, mentre questo non è possibile con le radiografie.

In più il sistema formetric non valuta solo la colonna ma globalmente la posizione delle scapole e il piano sagittale per cui si rivela utilissimo per lo studio della cifosi dorsale e della lordosi lombare.

Risulta indispensabile quindi confrontare esami radiologici con esami radiologici ed esami formetric con esami formetric.

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